Bentornato/a nel blog di Alyon!

Se bazzichi da un po’ nel mondo delle cryptovalute, avrai sicuramente sentito parlare di NFT. Ma non preoccuparti: se non ti è molto chiaro perché il tuo meme preferito sia improvvisamente diventato un’opera d’arte, o il senso di spendere più di un milione di dollari per un semplice pixel grigio, sei nel posto giusto.

Il meme “Disaster Girl”, sotto forma di NFT, è stato venduto per quasi $ 500,000.

1. Che cos’è un NFT

Il fenomeno degli NFT è diventato improvvisamente popolare solo da qualche anno, ma ha già sviluppato un giro d’affari milionario, oltre che un gran seguito. D’altro canto, non è così strano che a tanta gente interessi un posto dove per una gif con dei gattini puoi ricevere letteralmente migliaia di dollari. Ma che cosa sono davvero questi NFT?

“NFT” sta per “Non-Fungible-Token”, ovvero “token non fungibile”. In italiano corrente, stiamo parlando di oggetti digitali che vivono sulla blockchain di una criptovaluta (nella maggior parte dei casi Ethereum), con la particolarità di essere unici (cioè non fungibili).  Mi spiego meglio: se scambiassi una stessa somma di Bitcoin, dopo la transazione non sarei in grado di distinguere i Bitcoin che ho ottenuto da quelli che avevo in partenza. Invece, se scambiassi un NFT per un altro, otterrei un oggetto completamente distinto.

Beeple, Ocean Front, $ 6.1 milioni

A rendere unico un NFT sono le informazioni che contiene: di fatto, un qualunque file potrebbe essere convertito in un NFT semplicemente “allegandolo” ad un token su una blockchain. Questa caratteristica rende gli NFT un ottimo mezzo per diffondere – e vendere – opere d’arte… ma se stiamo parlando di un file digitale, qualcuno potrebbe copiarlo, o no?

La risposta è sì. Tuttavia, gli NFT sono programmati in modo da garantire a chi li acquista il possesso dell’opera, e questa informazione non può essere intaccata. È come se possedessi un quadro: chiunque ne potrebbe acquistare una stampa, ma l’originale ce l’avresti soltanto tu.

2. … e il senso di tutto questo?

Domanda più che lecita. La risposta varia a seconda dei punti di vista:

  • Per gli artisti, gli NFT sono un palco perfetto per mettere in mostra le proprie opere, in quanto le piattaforme che permettono la compravendita di NFT sono accessibili a chiunque. Inoltre, questa tecnologia si adatta particolarmente bene a tutte quelle forme d’arte prettamente digitali (video, gif, illustrazioni, ecc…).
  • Per chi compra, è una maniera molto efficace per seguire e supportare i propri artisti preferiti. In più, anche se i diritti d’autore restano dell’artista, acquistando un NFT si acquisiscono anche dei diritti di utilizzo di base (ad esempio utilizzarlo come immagine per un profilo). Parlando di mero guadagno, è un modo come un altro di creare speculazione su un bene: si compra un NFT all’asta e poi si cerca di rivenderlo, sperando che il suo valore salga nel mentre.
CryptoPunks, $17 milioni

Insomma, il mondo degli NFT ha molti punti in comune con il mercato dell’arte (inteso in senso “classico”). Tuttavia, è sicuramente più accessibile per chi non possiede grandi somme in denaro, e per gli artisti emergenti che cercano visibilità. Inoltre, il fatto che l’intero sistema si basi sempre su una blockchain è una garanzia di sicurezza, in quanto la struttura stessa della blockchain rende praticamente impossibili i furti di informazioni.

3. NFT e scienza

Molto interessante è la reazione della comunità scientifica al fenomeno della cryptoart. L’opinione generale è divisa fra chi ne vede un mezzo rivoluzionario, e chi invece sposta l’attenzione sulla quantità assurda di energia necessaria per sostenere questo sistema.

In ogni caso, sono già state effettuate delle vere e proprie raccolte di fondi per la ricerca tramite la vendita di NFT. È il caso di Michael Alvarez Cohen, professore dell’University of California, che lo scorso 8 giungo grazie alla vendita di un solo NFT è riuscito a raccogliere ben 54,000 dollari, che verranno impiegati nelle ricerche condotte dall’università.

Intanto, ci sono svariati progetti che stanno cercando soluzioni per rendere più green il mondo degli NFT. Persino alcuni artisti, come Beeple (che ha guadagnato 69 milioni di dollari con la vendita di un solo NFT, così per dire), hanno dichiarato l’intenzione di voler compensare le emissioni legate ai loro NFT tramite investimenti in energie rinnovabili.

4. Scopri Alyon!

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