Se frequenti il mondo delle criptovalute, allora avrai sicuramente sentito parlare dei token. Ma cosa sono, e cos’hanno di così tanto speciale? Immagina di dover acquistare il biglietto per il concerto della tua band o del tuo cantante preferito. 

Fai una ricerca su Google che ti rimanda ad un sito dove devi registrarti per procedere con l’acquisto. 

Inserisci una quantità di dati personali che saranno sicuramente molto utili alle agenzie pubblicitarie, e aspetti la mail di conferma. 

Finalmente raggiungi la schermata di acquisto, dove devi mettere altri dati relativi al pagamento.

Poi ti accorgi che le vendite apriranno tra due settimane, e che probabilmente i biglietti finiranno in qualche minuto. Giusto il tempo necessario per accedere al sito, dato che i server saranno sicuramente sovraccaricati dalla gente che continua ad aggiornare la pagina nel disperato tentativo di accaparrarsi un posto a sedere.

Così aspetti due settimane, e puntualmente non riesci a concludere la transazione. Ma tranquillo, ci sarà sicuramente un sito dove potrai comprare una poltrona al triplo del prezzo originale.

E nel caso in cui fossi riuscito ad effettuare l’acquisto dal sito originale, le spese di transazione avranno aumentato notevolmente il prezzo originale.

Ora rielaboriamo tutto questo processo con l’introduzione di un token:

Crei un portafoglio cripto in meno di un minuto e ci trasferisci sopra una somma di denaro in criptovalute.

Accedi ad un qualunque sito che supporti la vendita del biglietto sotto forma di token.

Con un click, il sito conferma la transazione di un token-biglietto ed effettua automaticamente il pagamento per il prezzo pattuito, privo di tasse aggiuntive di eventuali intermediari.

Data la natura unica del token, non c’è bisogno di inserire dati personali: finché rimarrà nel tuo portafoglio, potrai usarlo per andare a vedere il concerto.

L’acquisto tramite token ha quindi aumentato la sicurezza e la privacy, diminuendo le spese di acquisto. Il tutto nel giro di qualche minuto. Ma come funziona?

La tecnologia dei token

Prima di tutto, bisogna definire cos’è un token.

Un token (gettone in italiano) è la rappresentazione digitale di un asset su una blockchain, regolamentato da uno smart contract.

Troppi termini specifici? Andiamo a definirli.

  • La blockchain è la tecnologia che sta dietro le criptovalute. Esistono diverse blockchain, che possiedono però delle caratteristiche comuni: sono pubbliche, immutabili e non duplicabili. Criptovalute e token hanno bisogno di una blockchain per funzionare e garantire sicurezza nelle transazioni.
  • Un asset è una qualsiasi risorsa o bene, sia fisico che digitale. Quasi ogni cosa può essere tokenizzata: denaro, opere d’arte, sconti presso un negozio, offerte, ma anche votazioni, metalli preziosi e beni immobiliari.
  • Uno smart contract è un contratto digitale inserito all’interno di una blockchain, che regolamenta le transazioni di token. Uno smart contract è immutabile e accessibile a chiunque: non esistono quindi clausole nascoste o contraffazioni. Una volta soddisfatta una condizione – come il versamento di una somma di denaro o la compilazione di un modulo – lo smart contract ti consegnerà automaticamente quanto pattuito. E se hai dei dubbi, puoi controllare le condizioni in qualsiasi momento.

Classificazione dei token

I token si dividono in due macro-categorie: token fungibili (FT) e token non fungibili (NFT).

I token fungibili hanno come caratteristica principale l’uguaglianza: i token fungibili sono completamente identici tra loro. Andiamo a vedere qualche esempio collegato ai vari tipi di token fungibili:

  1. Utility tokens. Possono essere utilizzati all’interno di un determinato ambiente (come un sito o un marketplace) per comprare un bene o un servizio, per applicare uno sconto o effettuare una determinata azione.
  2. Payment tokens. Sono i token utilizzati esclusivamente come forma di pagamento. I più famosi rientrano nella categoria degli stablecoin, ovvero criptovalute dal valore stabile legate spesso ad una valuta reale: Tether e USD Coin, ad esempio, sono payment token che rispecchiano il valore del dollaro americano.
  3. Commodity tokens. Sono contraddistinti dal legame con una risorsa fisica che funziona come garanzia del token. Ad esempio, token come PAX Gold e Tether Gold sono supportati da una riserva di oro che aiuta a garantire la stabilità e la sicurezza del token.

I token non fungibili, invece, sono definiti dall’unicità. Ogni token non fungibile presenta infatti dei meta-dati al suo interno, una specie di carta di identità univoca che consente la differenziazione tra token. Un esempio sono le cryptoart, opere d’arte digitali che possono essere acquistate e vendute sotto forma di token. Questo processo garantisce l’autenticità dell’opera, oltre alla sicurezza insita nei token.

I benefici della tokenizzazione

Dividere in token un bene o una risorsa comporta notevoli vantaggi:

  1. Disintermediazione ed efficienza: disintermediare aumenta il margine di guadagno sia per i compratori che per i venditori, mentre l’efficienza diminuisce i tempi di transazione;
  2. Trasparenza: ogni transazione è registrata e regolamentata in maniera irreversibile e immutabile;
  3. Accessibilità: la divisione in token diminuisce drasticamente il capitale necessario per un investimento, consentendo a chiunque di accedere ad un mercato altrimenti privilegiato;
  4. Aumentata liquidità: beni fortemente illiquidi come le strutture alberghiere sono resi liquidi dai token, semplificando e velocizzando il processo di compravendita.

Un’ultima nota importante riguarda la differenza tra criptovalute e token.

Una criptovaluta è una valuta digitale basata su una blockchain unica, sulla quale basa la propria sicurezza e le transazioni.

Un token rappresenta un asset e non è ristretto a forma di pagamento. Più token possono risiedere all’interno della stessa blockchain, e conservano l’immutabilità e non-duplicabilità propria delle blockchain. Inoltre, il trasferimento di token viene regolamentato da smart contract risiedenti all’interno della stessa blockchain.

Per questo motivo si può dire quindi che ogni token è una criptovaluta, ma non ogni criptovaluta è un token.